Se lei o una persona a lei vicina è stata sottoposta a fermo di polizia in Francia (garde à vue), le prime ore sono decisive.

La garde à vue francese è una procedura specifica. Non corrisponde né al fermo di indiziato di delitto né all’arresto in flagranza previsti dall’ordinamento italiano, e le differenze non sono soltanto terminologiche.

Per i cittadini stranieri si aggiungono ulteriori questioni: il diritto all’interprete, il contatto con il proprio consolato, le conseguenze del fatto di risiedere all’estero e il rischio di restrizioni alla libertà di circolazione.

Questo articolo spiega come funziona la garde à vue in Francia, quali sono i suoi diritti e cosa aspettarsi al momento del rilascio o della presentazione davanti a un magistrato.

1. Che cos’è la garde à vue?

La garde à vue è una misura che priva della libertà personale, ai fini di un’indagine penale, la persona sospettata di aver commesso o tentato di commettere un reato.

È disciplinata principalmente dall’articolo 62-2 del Codice di procedura penale francese. Devono in linea generale ricorrere tre condizioni.

– Ragioni plausibili di sospetto. Devono sussistere una o più ragioni plausibili per sospettare che la persona abbia commesso o tentato di commettere un reato.

– Un reato sufficientemente grave. La misura può essere disposta in relazione a un crime o a un délit punito con pena detentiva. Non si applica alle ordinarie contraventions.

– La necessità. Il fermo deve essere necessario per conseguire almeno uno degli obiettivi indicati dalla legge: proseguire le indagini mantenendo l’indiziato a disposizione, impedire la distruzione di prove, impedire pressioni su testimoni o vittime, impedire accordi con eventuali complici, garantire la presentazione della persona davanti a un magistrato, o far cessare un reato in corso.

La misura è di regola disposta da un ufficiale di polizia giudiziaria (officier de police judiciaire, OPJ), d’ufficio o su istruzione del procuratore della Repubblica (procureur de la République).

Una differenza importante rispetto all’ordinamento italiano. In Italia la privazione della libertà a opera della polizia giudiziaria presuppone l’arresto in flagranza o il fermo di indiziato di delitto, quest’ultimo subordinato a gravi indizi e a un concreto pericolo di fuga. La garde à vue francese ha presupposti più ampi: è sufficiente un sospetto plausibile relativo a un reato punibile con pena detentiva, unito alla necessità della misura. In concreto, ci si può trovare trattenuti in Francia in situazioni che in Italia non avrebbero giustificato alcuna misura precautelare.

2. Quanto può durare la garde à vue ?

La durata ordinaria della garde à vue è di 24 ore.

Alle condizioni previste dalla legge, la misura può essere prorogata per ulteriori 24 ore, per una durata complessiva di 48 ore.

Periodi più lunghi sono possibili nell’ambito di regimi speciali, in particolare per alcune forme di criminalità organizzata, per il traffico di stupefacenti e per il terrorismo. Nei casi più gravi la misura può quindi protrarsi ben oltre le 24 ore ordinarie.

Le condizioni di tali proroghe sono rigorosamente disciplinate.

Da non confondere con i termini italiani. Il lettore italiano tende a ragionare in termini di udienza di convalida entro 96 ore complessive. Il meccanismo francese è diverso: la garde à vue non si conclude necessariamente con la comparizione davanti a un giudice, e la proroga oltre le 24 ore è decisa, a seconda dei casi, dal procuratore della Repubblica, dal giudice istruttore o dal giudice delle libertà e della detenzione. Il controllo giurisdizionale non ha quindi la stessa cadenza automatica.

3. I suoi diritti in quanto cittadino straniero

All’inizio della misura, la polizia deve informarla dei suoi diritti, del reato che le viene contestato, delle ragioni della misura e della sua durata prevedibile.

Se non comprende sufficientemente il francese, tali informazioni devono esserle fornite in una lingua a lei comprensibile.

Il diritto all’interprete

Se non padroneggia adeguatamente il francese, ha diritto all’assistenza di un interprete in una lingua che comprende.

Questo diritto assume particolare rilievo durante gli interrogatori. Una dichiarazione resa in una lingua che si comprende solo in parte potrà essere utilizzata in seguito nel processo. Non accetti di essere sentito in un francese approssimativo solo perché sembra più rapido o più semplice.

La prossimità tra italiano e francese è, su questo punto, un fattore di rischio più che un vantaggio: molti connazionali sopravvalutano la propria comprensione e rinunciano all’interprete, salvo poi scoprire che una sfumatura mal resa è entrata stabilmente nel verbale.

Il diritto di contattare il consolato

In quanto cittadino straniero, può chiedere che vengano contattate le autorità consolari del suo Paese.

Il consolato può, ad esempio, verificare che lei sia trattato in modo appropriato, contattare o assistere i suoi familiari e fornire informazioni sugli avvocati del posto. Il consolato non svolge però il ruolo di difensore e non può intervenire nel procedimento penale per suo conto.

Se intende esercitare questo diritto, ne faccia richiesta espressa e chieda che la richiesta sia verbalizzata.

Il diritto all’avvocato

Può chiedere l’assistenza di un avvocato fin dall’inizio della misura e in qualsiasi momento nel corso della stessa. Può nominare un avvocato di fiducia oppure chiedere la designazione di un difensore d’ufficio (avocat commis d’office).

Dal 1° luglio 2024 la presenza del difensore durante gli interrogatori è stata sensibilmente rafforzata. Se richiede un avvocato, di regola non può essere interrogato sui fatti senza che il difensore sia presente, salvo che lei vi rinunci espressamente o che un differimento temporaneo sia autorizzato alle stringenti condizioni previste dalla legge.

Prima del primo interrogatorio, il difensore può conferire riservatamente con lei per un massimo di 30 minuti. L’avvocato può inoltre:

  • consultare gli atti ai quali è consentito l’accesso in questa fase del procedimento;
  • assistere agli interrogatori e ai confronti;
  • prendere appunti nel corso di tali atti;
  • porre domande al termine di un interrogatorio;
  • depositare osservazioni scritte da allegare al fascicolo.

Un punto essenziale per i clienti stranieri: durante la garde à vue il difensore non riceve l’intero fascicolo delle indagini. L’accesso è limitato agli atti previsti dalla legge.

Il ruolo dell’avvocato in questa fase non consiste quindi semplicemente nell’esaminare le prove. Consiste anche nel tutelare i suoi diritti processuali, verificare la legalità della misura, assisterla durante gli interrogatori e preparare la fase successiva della difesa.

Nota per chi conosce la procedura italiana. Il regime francese si è avvicinato a quello previsto dall’articolo 350 del codice di procedura penale italiano, che subordina alla presenza del difensore l’assunzione di sommarie informazioni dall’indagato. Resta però una differenza sostanziale sull’accesso agli atti: in Francia, in questa fase, la consultazione del fascicolo è circoscritta a documenti determinati.

Il diritto al silenzio

Ha il diritto di rendere dichiarazioni, di rispondere alle domande o di tacere. Il suo obbligo è quello di fornire le informazioni relative alla propria identità.

Tacere non costituisce ammissione di colpevolezza. In una situazione in cui non conosce la procedura francese, non ha accesso all’intero fascicolo e potrebbe non parlare correntemente il francese, la decisione se rispondere o meno alle domande va ponderata attentamente insieme al suo avvocato.

Non formuli ipotesi, non faccia congetture e non tenti di spiegare fatti che non comprende pienamente. Le dichiarazioni rese durante il fermo possono restare nel fascicolo molto tempo dopo la conclusione della misura.

L’informazione di un terzo

Alle condizioni previste dalla legge, può chiedere che un familiare, un’altra persona di sua scelta o, in determinate circostanze, il suo datore di lavoro siano informati della misura.

La visita medica

Può chiedere di essere sottoposto a visita medica durante il fermo. Il medico valuta se le sue condizioni fisiche o psicologiche siano compatibili con la misura, e un certificato medico può essere acquisito agli atti del procedimento.

 

4. Che cosa succede al termine del fermo?

Al termine della garde à vue, il procuratore della Repubblica o, se del caso, un giudice istruttore decide il seguito da dare alla vicenda.

Può essere rimesso in libertà

Il rilascio non significa necessariamente che il procedimento sia concluso. A seconda delle circostanze, lei può:

  • essere rilasciato senza ulteriore seguito;
  • ricevere una citazione a comparire davanti a un tribunale penale;
  • vedersi proporre una procedura alternativa;
  • essere indirizzato verso una procedura di applicazione della pena su richiesta (comparution sur reconnaissance préalable de culpabilité), l’equivalente francese del patteggiamento;
  • essere convocato per un’udienza successiva.

Può essere presentato a un magistrato

La presentazione a un magistrato al termine del fermo prende il nome di déferrement.

A seconda delle circostanze, il procuratore può decidere di portare il caso davanti al tribunale penale, anche attraverso un giudizio immediato (comparution immédiate, analogo al giudizio direttissimo italiano), oppure di avviare un’altra procedura.

Se viene aperta un’istruttoria, lei potrà comparire davanti a un giudice istruttore ed essere posto sotto mise en examen oppure ottenere la qualità di testimone assistito.

Va segnalato che la figura del giudice istruttore (juge d’instruction) non ha più corrispondenza nell’ordinamento italiano, dove è stata soppressa con il codice del 1989. In Francia si tratta di un magistrato che dirige personalmente l’istruttoria nelle vicende più complesse, con poteri d’indagine propri.

In questa fase possono essere prese in considerazione misure quali il controllo giudiziario, gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico o la custodia cautelare in carcere.

Per chi risiede all’estero, questo è il momento più delicato: il controllo giudiziario comporta frequentemente il ritiro del passaporto e il divieto di lasciare il territorio francese. Gli elementi che dimostrano un legame stabile con la Francia o, quantomeno, garanzie concrete di presentazione, vanno raccolti e presentati fin da subito.

Boulet Avocat assiste cittadini stranieri e non residenti coinvolti in procedimenti penali in Francia, dalle prime ore del fermo di polizia fino al dibattimento, in francese e in inglese. Le aree difesa penale e diritto penale internazionale comprendono l’intervento urgente in garde à vue, il coordinamento con i familiari all’estero e la preparazione delle fasi successive. Ci contatti per un primo colloquio riservato.